Lupi a Pretoro
L’Area Faunistica del Lupo Appenninico di Pretoro è nata l’11 Agosto 2003 ed è una delle pochissime realtà in Italia dove sono ospitati lupi in stato di semicattività. Tutto nacque per
volontà dell’Amministrazione Comunale di Pretoro, con l’intenzione di rinnovare lo stretto rapporto che lega i Pretoresi con il predatore simbolo della Majella. Oggi l’area è di
proprietà dell’Ente Parco Nazionale della Majella ed è affidata in gestione al Centro di Educazione ed Esperienza Ambientale “il Grande
Faggio”.
A cosa serve un’Area Faunistica? Queste strutture nascono con l’esigenza di custodire in uno spazio delimitato alcuni esemplari della preziosa fauna vertebrata del Parco. Attualmente,
nel comprensorio del Parco Nazionale della Majella, esistono tre aree faunistiche dedicate agli ungulati (Camoscio, Cervo e Capriolo) ed una dedicata ai carnivori, quella del lupo
appunto.
Le aree faunistiche hanno un importante ruolo turistico, promozionale e di sensibilizzazione pubblica per la protezione delle specie. Inoltre ricoprono un ruolo fondamentale per
tracciare le linee guida della gestione delle popolazioni faunistiche selvatiche presenti nel Parco.
Le osservazioni e le operazioni di gestione, che coinvolgono sia l’ente gestore che il personale del Parco, sono importantissime per provare sul campo le tecniche di cattura di animali
feriti, o da munire di radiocollare per seguirne gli spostamenti in natura. Inoltre l’Area rappresenta una fonte importantissima di dati sulla etologia della specie (qui a Pretoro è
stata osservata la propensione ad adottare cuccioli non propri da parte di femmine adulte, comportamento mai osservato in natura).
Sul fronte dell’Educazione Ambientale, l’Area Faunistica del Lupo di Pretoro offre la possibilità unica di osservare degli animali in stato di semilibertà, che conservano comportamenti di grande elusività e riservatezza. Questa caratteristica dei tre esemplari di Pretoro rende le osservazioni difficili ma estremamente emozionanti. Con i visitatori, ed in particolare con gli alunni delle tante scuole che ci vengono a trovare, si pone molto spesso l’accento sui problemi di convivenza tra l’uomo e il lupo, che condividono in Italia gli stessi territori. Questa rappresenta la chiave di lettura fondamentale della gestione dei lupi poiché la prima causa di mortalità dei lupi in natura è proprio il bracconaggio. Bisogna dunque trovare un pacifico equilibro nella convivenza tra noi e il lupo.
Ogni anno a Pretoro giungono migliaia di visitatori da tutta Europa, la maggior parte scolaresche, per saperne di più su questo affascinante predatore.
Attualmente l’Area ospita tre esemplari, due femmine (Michela e Luisa) ed un maschio (Furlo). Di questi tre soltanto Furlo proviene dallo stato selvatico in quanto fu trovato morente a
pochi giorni di vita.
Un’informazione importante: i nostri tre lupi non sono destinati all’introduzione in natura dato che (a parte Furlo) sono nati in cattività e dato che la popolazione selvatica gode di buona salute.

