e nel futuro...? | Lupo Appenninico - Area Faunistica nel Parco della Maiella

E nel futuro...?

Grazie alla politica di protezione e alla grande adattabilità ecologica del lupo, questa specie sta aumentando di numero e sta rioccupando aree, come l’arco alpino, da cui mancava da quasi un secolo. Questo importante fenomeno di espansione si accompagna ad un generalizzato miglioramento nella gestione della fauna selvatica che sta mostrando i suoi frutti. Gli studi mostrano che in Italia potrebbero vivere molti più lupi di quanti ce ne siano attualmente perché ci sono vaste zone, soprattutto delle Alpi, che sono idonee ad ospitare il lupo. Attraverso questo grande corridoio ecologico, nel prossimo futuro i lupi italiani potrebbero incontrarsi con quelli sloveni costituendo un’unica grande popolazione.

La realizzazione di questa ipotesi dipende soprattutto dalla reazione delle persone che vivono in montagna. Accettare la convivenza con i lupi significa anche rinunciare a qualche capo di bestiame, in cambio si avrà un ecosistema montano più sano, con meno incidenza di malattie trasmesse da parassiti come le zecche, che creano seri problemi di salute alle popolazioni di ungulati nelle Alpi, che spesso in certe aree sono sovrannumerari. È dimostrato che la prima causa di mortalità dei lupi è il bracconaggio, generato proprio dai conflitti con le attività umane, prima di tutto l’allevamento. Inoltre spesso i lupi rimangono vittime delle battute di caccia al cinghiale condotte con il metodo della braccata. Negli ultimi vent’anni, a fronte di centinaia di lupi uccisi illegalmente, non è stata prodotta nemmeno un’incriminazione per bracconaggio.

Tra le priorità individuate dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oltre a diminuire l’impatto del bracconaggio, è importante continuare l’opera di sensibilizzazione pubblica per riscattare la brutta fama di animale nocivo e pericoloso che il lupo si porta dietro. A questo scopo viene evidenziato il ruolo delle aree faunistiche, che fungono da “serbatoio” per la popolazione selvatica. Infatti, anche se sono attualmente più di 500 i lupi che vivono liberi in Italia, la specie viene considerata “minacciata” ed epidemie o eventi imprevisti possono ricondurre nuovamente il lupo sulla soglia dell’estinzione. Attualmente sono presenti in Italia 4 aree faunistiche, di cui una è proprio qui a Pretoro, nel Parco Nazionale della Majella.

Oggi il lupo è una specie tutelata e l’opinione pubblica ha cambiato parere riguardo alla necessità di preservarne l’esistenza. Alcune scuole (scuole primarie di Pretoro, Rapino, Torrevecchia Teatina e Palombaro, la scuola media “Chiarini – De Lollis” di Chieti, e il Liceo Scientifico “F.Masci” di Chieti) hanno aderito all’iniziativa di sensibilizzazione: “In bocca al lupo!”, progetto di educazione ambientale per la riscoperta, la conoscenza e la tutela del Lupo Appenninico. Il progetto ideato, proposto e realizzato durante l’a.s. 2005/06 da “il Grande Faggio” – Centro di Educazione ed Esperienza Ambientale di Pretoro, è stato realizzato con il contributo della Regione Abruzzo –Servizio Politiche per lo Sviluppo Sostenibile e patrocinato dal Parco Nazionale della Majella, dalla Comunità Montana della Majelletta, Zona P, Comune di Pretoro, Legambiente Abruzzo, Provincia di Chieti, Sistema Bibliotecario Provinciale di Chieti e da I.R.E.S. Abruzzo (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per l’Abruzzo).