il lupo nella storia | Lupo Appenninico - Area Faunistica nel Parco della Maiella

Il lupo nella storia

Tutti i popoli nomadi, legati alla caccia, come gli Indiani d’America, gli Eschimesi, ma anche i primi europei, come gli italici, erano fortemente legati agli animali selvatici ed in particolare alla figura del lupo. L’uomo cacciatore ne ammirava la forza, la resistenza alla fatica, la capacità di uccidere la preda e la straordinaria coordinazione del branco durante una battuta di caccia. Il lupo fu simbolo di forza e potere, non era raro ad esempio che gli antichi italici indossassero pellicce o copricapo ricavati da lupi uccisi, e anche il nome “Lupo” era molto diffuso.

Tutto cambiò quando nacquero le civiltà stanziali, fondate sull’agricoltura e sulla pastorizia. In particolare la cura del bestiame come le greggi, vedeva nel lupo un competitore, un nemico, poiché già era nota la propensione del lupo ad attaccare animali deboli e lenti come le pecore. Questa situazione non impedì però ai Romani di fare della lupa il simbolo della loro capitale: Roma. Nel medioevo l’odio nei confronti del lupo aumentò. Divenne un animale associato a forze oscure e maligne, al diavolo e a tutti i peggiori vizi dell’uomo: ingordigia, cattiveria, meschinità, slealtà… In quell’epoca la storia del lupo si intrecciò con quella di un frate di nome Domenico e con il paese di Pretoro.